Di Tanno e Associati ottiene due sentenze favorevoli in cassazione per Beni Stabili Siiq

  

Milano, 17 maggio 2018 – Di Tanno e Associati Studio Legale Tributario ha ottenuto dalla Corte di Cassazione due sentenze favorevoli per contenziosi gestiti nell’interesse di Beni Stabili SIIQ – property company leader nel settore uffici a Milano – relativi a transazioni realizzate nei primi anni 2000.
Con queste due sentenze, il team di Di Tanno e Associati composto dal partner Enrico Pauletti e dal senior associate Rosamaria Nicastro, si conferma leader nel contenzioso tributario, specie in relazione alle operazioni straordinarie e del real estate.

 

Nel primo caso oggetto di sindacato fiscale era la cessione della partecipazione di maggioranza relativa nella società conferitaria di un rilevante portafoglio di immobili trading. La pretesa dell’Amministrazione si fondava sulla riqualificazione contabile della partecipazione oggetto di cessione e involgeva – inter alia – temi tecnico-contabili e profili di doppia imposizione del tutto peculiari e nuovi quanto a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le difese svolte hanno consentito alla suprema Corte di rovesciare gli esiti del giudizio di merito, riconoscendo l’inadeguatezza delle statuizioni ivi adottate e assicurando, quindi, alla Società la giusta tutela delle proprie ragioni, quale potrà continuare ad essere coltivata nel nuovo giudizio di merito che dovrà essere riassunto in conseguenza della cassazione della sentenza d’appello.
Nel secondo caso, invece, la ripresa fiscale contestata riguardava l’acquisto dell’intera partecipazione in una società proprietaria di un centro commerciale e le transfer tax conseguentemente applicabili sulla base della stringente interpretazione formatasi nel tempo presso la suprema Corte che ha indotto alle recenti modifiche normative dell’art. 20 del testo unico dell’imposta di registro. In questo caso le eccezioni preliminari svolte dai professionisti di Di Tanno sul procedimento seguito dall’ufficio fiscale hanno consentito alla società di vedere definitivamente riconosciute le proprie ragioni a dispetto della negativa evoluzione interpretativa delle questioni di merito.